...LA PIOGGIA NEL PINETO.... Oggi è ricominciata un'altra settimana di sQuola!solite 2 ore di Baldicchi (il prof di Matematica e Fisica!) ...quindi 2 ore a non capire assolutamente nulla e a bruciare quegl'ultimi neuroni che mi sono rimasti!!!!^_^ ora di religione...molto interessante! abbiamo parlato del senso della vita...cioè: AMARE! amare incodizionatamente...è questo che porta alla felicità! ( vi consiglio di visitare il blog di StazioneTermini ...ogni volta rimango colpita dalle sue parole!!!! ^_^ ) ...poi Italiano: abbiamo fatto D'annunzio (si...lo so...siamo un po indietro col programma..chissà fino a dove riusciremo ad arrivare!!!)...la prof ha letto " La pioggia nel pineto"...mi è piaciuta molto! cosi ho deciso di postarla . So che è molto lunga! e posso capire se non la leggerete tutta...però vale la pena di leggerla....almeno secondo me!piena di musicalità..ed è molto bello il rapporto tra la natura e l'uomo! Taci. Su le soglie
Scarabocchiato
lunedì, 07 maggio 2007
maturità , gaio, ti voglio bene, cose grandi, 2007
oggi per me è una giornata splendida! ^_^
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.
Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitìo che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancòra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.
Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca aulente,
il cuor nel petto è come pesca intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vòlti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.
debby42 commenti (22)
21:43







